Pianoscarano: core de 'sta città

Pianoscarano spesso è stato considerato un quartiere popolare, avulso dalle vicende della storia della città; questo giudizio ha fatto sì che se ne trattasse spesso con superficialità ritenendolo un luogo a parte, la cui marginalità era dimostrata anche dalle sue caratteristiche architettoniche. Nulla di più sbagliato. 

 

Si ha notizie del “Vicus Squarranus”, su un poggio isolato, nel IX secolo, e la sua posizione defilata lo pone in antagonismo al centrale S. Lorenzo. A inizio dell’anno 1000 la città è un insieme di borghi : S. Maria Nuova, Sonza, San Pietro dell’Olmo, Borgo Lungo e Squarano, con molte chiese dentro e fuori dai borghi situate negli incroci dei percorsi che dalla città si dirigono verso gli altri luoghi del territorio.

La posizione di Pianoscarano, un poggio delimitato e protetto da due profondi fossi lo rendevano sicuro; l’abbondanza di acqua rendeva i terreni fertili e consentiva un’ottima attività agricola; e quindi il borgo si stacca da San Lorenzo fino a diventare autonomo, ed in grado anche di mettersi in antagonismo con il ben più antico Castello che dà origine, secondo lo storico Cesare Pinzi, a Viterbo. 

 

Il quartiere di Pianoscarano ha sempre avuto due Chiese: Sant’Andrea e San Nicola, la cui datazione è incerta. San Nicola, sicuramente è stata costruita prima del 1100; Sant’Andrea, per la sua posizione centrale, sicuramente è stato il fulcro da cui poi è partita la costruzione di tutto il quartiere. Abitato ancora quasi esclusivamente da viterbesi, Pianoscarano è un quartiere autentico, pieno di storia, di contaminazioni, tradizioni, davvero tutto da scoprire.

sant-andrea
caprarecce
caprarecce-paradosso
sanpellegrinno

Durata: 1,45 h

Lunghezza: 2 km

Max persone: 10

Consigliato a: Tutti

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