
“Nel Medioevo tutto era stupendo. Nel senso che era pieno di stupore. E c’erano i miracoli, e le cose non erano semplicemente cose, e l’acqua non era acqua solamente, e il cielo era un po’ più del cielo. Tutto recava il segno d’antiche battaglie, il male e il bene andavano alla guerra, c’era un torneo infinito che le stelle guardavano dall’alto dei cieli, che sapevano i segreti oscuri delle persone, e i loro cuori erano libri aperti…”
“Tutta la luce del mondo” di Aldo Nove
“La Manhattan dell’antichità: le torri di Viterbo”
Una proposta di itinerario non usuale ed assolutamente ricco di sorprese, aneddoti e curiosità, è proprio quello alla scoperta delle torri di Viterbo, che senza ombra di dubbio, nonostante alcune città abbiano saputo spingere molto di più sul marketing, può essere definita certamente “la Manhattan dell’antichità”.
Viterbo, centro etrusco, poi romanizzato, vive il periodo del suo massimo splendore, che darà vita a quasi tutto quello che vediamo oggi, durante il Medioevo.
La costruzione delle sue mura inizia nel 1095 e prosegue fino alla seconda metà del XIII secolo: un nastro corazzato di oltre 4 chilometri in cui, come poeticamente ci ricorda Andrea Scriattoli, storico e scrittore locale, le torri si ergono “come rostri di navi in battaglia”.
Viterbo nell’antichità vantava ben 197 torri, di cui oggi visibili e in ottimo stato di conservazione ne restano una quarantina. Come riportato dagli antichi statuti e dai libri delle Riforme dei Priori conservati nell’archivio storico della città, le torri erano soggette a vincoli ben precisi dall’autorità cittadina, dal materiale di costruzione, all’altezza. La torre era strumento di difesa, ma anche simbolo di potere e prestigio personale e familiare.
Un itinerario di 2 ore abbondanti attraverso vicoli e piazze, ci porterà a scoprire quella che è una delle caratteristiche più importanti e meno conosciute della Città dei Papi….




